barcellona2Ricordo ancora quando mi hanno chiamato per cominciare a fare lo stage un paio di settimane prima del previsto...non ci ho pensato due volte! Ed è stata una scelta davvero azzeccata! Così ho iniziato il mio periodo di tirocinio in una piccola ong, “Asociación sociocultural La Formiga”. www.laformiga.org

Quest’associazione portava avanti diversi progetti sull’integrazione e io sono stata coinvolta in uno in particolare, ovvero quello con le donne marocchine e pakistane, “Mòn Barri” il nome. Esso consisteva in tanti piccoli progetti che avevano come obiettivo l’integrazione di queste donne e in particolare lavorava molto a livello di “barrio”, ovvero di quartiere. (Pensate che il progetto è nato proprio grazie ad una ragazza marocchina che è andata a bussare porta per porta per coinvolgere le donne!).

Il primo passo era dunque la conoscenza dello spagnolo e perciò ecco la scuola di lingua creata per loro, e io facevo da prof per il livello ‘avanzato’, cioè donne che per lo meno capivano un po’ di quello che dicevi e che sapevano scrivere e leggere… Poi si offriva loro un servizio di orientamento lavorativo, partendo dai casi più urgenti. Altro servizio era l’inserimento socio-comunitario che consisteva in poche sezioni dove si davano loro le nozioni di base per potersi muovere in città, conoscerla e partecipare alle varie attività proposte. E infine il mio preferito, il ‘taller de cocina’, cioè un laboratorio di cucina dove per un mese ogni venerdì alcune delle donne hanno insegnato ad un pubblico composto da abitanti spagnoli del quartiere e non (a volte si è creata una vera e propria mescolanza etnica bellissima!) i loro piatti tipici, potendo così creare un momento importantissimo di scambio per tutti, di indipendenza e autonomia per loro e infine un modo per dare valore al loro operato.

Era il fiore all’occhiello questo laboratorio e sono stata felicissima di poterlo organizzare e di raccoglierne i frutti (inoltre con i soldi raccolti da questo laboratorio, ora stanno facendo un corso di cucito per le donne, con la funzione di apprendere un mestiere per poi poter lavorare).

  Dunque io ho avuto la possibilità di imparare moltissimo da tutto questo, l’ambiente era ottimo e sono cresciuta moltissimo. Il lavoro era dinamico e differenziato, c’era anche una buona parte amministrativa ma il tutto era diversificato. Dopo un mese mi hanno proposto un contratto breve per incrementare il mio tirocinio con delle ore (pagate!) dove potevo dedicarmi di più alla coordinazione e alla parte amministrativa dei progetti… Insomma non potevo volere di più! Cos’ho portato a casa?? Moltissimo! Le mie colleghe del taller de cocina e la mia tutor sono diventate le mie amiche più importanti lì a Barcellona… E con le donne si è creata una magia incredibile che è stata durissima da rompere al momento della mia partenza. Perché purtroppo a causa delle sovvenzioni mancanti non ho potuto continuare il mio ruolo. Questa è stata la parte più difficile, lasciare a metà un progetto che ormai mi calzava a pennello. Ma ciò che porto in cuore è più forte di qualsiasi altra mancanza….

Chiara Bressa

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